Periodo 5b

Da GQBWiki.

Nel periodo 5b sono raccolte le tracce relative all'ultima fase di vita nell'edificio B, indicativamente a partire dall'abbandono delle strutture poste a Sud della strada.

In questa fase, infatti, le tracce di attività artigianali e legate all'allevamento degli animali si concentrano direttamente all'interno degli spazi dell'edificio principale (attività 74). L'immagine che è stata "congelata" dal crollo repentino delle coperture (attività 82) è quella di una vita in atto in cui elementi di relativa "ricchezza" si alternano con tracce di una dimensione economica assai semplificata.

Gli ambienti 20 e 26, a Est del vano di ingresso, sembrano fungere da vani di servizio rispetto all'abitazione che si collocava ai piani superiori. Il vano 26, che conserva una mensa, forse base per un fornello, nell'angolo Nord-Est, potrebbe essere servito come cucina, mentre l'adiacente vano 20 ebbe senza dubbio la funzione di cantina/deposito, giacché al suo interno sono state rinvenute, schiacciate dal crollo del pavimento del piano superiore e del tetto, molte anfore interamente ricostruibili.

Nel cortile ambiente 27, le tettoie del portico ospitano piccole attività artigianali e, con ogni probabilità, anche dei ricoveri per animali (carcasse di ovicaprini in connessione anatomica sono state trovate al di sotto dei crolli). L'immagine funzionale di questo spazio è inoltre certificata dalle usure sul suo pavimento, le cui lastre appaiono in più punti danneggiate dal un uso non direttamente riconducibile al semplice calpestio e risarcite con inserti di materiali diversi. Molto interessante è lo stato differenziale di conservazione della parte centrale del cortile, dove le lastre appaiono estremamente usurate e segnate da un fitto reticolo di microfratture. La stessa traccia contraddistingue in maniera selettiva la porzione orientale del vano d'ingresso ambiente 19, quella in più diretta connessione funzionale con il cortile ambiente 27, tanto da lascia ipotizzare un possibile attaversamento ripetuto di quest'area da parte di animali pesanti.

In quest'ultimo ambiente, anche la presenza di una vasca circolare, ricavata riutilizzando uno snodo di distribuzione di un sistema idrico di grandi dimensioni, sembra essere connessa con la necessità di abbeverare degli animali.

Ancora nello stesso ambiente 19, ma nella sua parte occidentale, uno strato di terra scura, all'interno del quale sono stati rinvenuti diversi reperti metallici anche di qualità (due fibbie****), lascia pensare all'accumularsi di terra e rifiuti a margine del percorso di attraversamento.

Questa immagine di "ruralizzazione" degli spazi aperti appare confermata anche dall'ultima fase di vita della "strada" che corre a Sud dell'edificio B. In quest'area si forma infatti un nuovo piano di calpestio (attività 44) che è in larga misura costituito da frammenti di tegole derivanti dai crolli delle coperture degli edifici posti ancora più a Sud e il cui piano di calpestio raggiunge una quota che da un lato è ancora compatibile con le soglie di accesso all'edificio B e dall'altro si colloca al di sopra dei livelli di rasatura degli edifici a Sud.

L'immagine complessiva è che la vecchia strada abbia quindi subito una ennesima modificazione, trasformandosi ora da cortile interno a un isolato a una sorta di percorso che separa ciò che rimane ancora abitato da ciò che invece è ormai entrato nella sfera del disabitato.

La conferma sembra venire dalle ultime attività umane che si possono riconoscere in quest'ultima area: lo spoglio parziale e l'accumulo delle tegole di copertura dei tetti crollati (attività 17) nell'area a Sud della strada; l'ultimo spoglio dei ruderi dell'edificio C e la costruzione di un rozzo muro contenente diversi elementi marmorei di spoglio (forse provenienti dallo stesso edificio C) nell'area prospiciente il Pythion ( attività 90).

L'immagine di "disabitato" della zona a Sud della strada è infine confermata dalla presenza di alcune sepolture - almeno quattro individuate, ma non scavate, nella nostra area di indagine - (attività 10), con ogni probabilità in connessione con un'altra area sepolcrale parzialmente indagata da altre équipes in anni precedenti (Di Vita 1986-1987, pp. 475-490), caratterizzata dalla presenza di quattro tombe a cassone, di qualità relativamente alta.

Nel suo insieme, quest'area sembra dunque assumere l'aspetto di un piccolo distretto funerario, apparentemente senza connessione con un edificio religioso, ma possibilmente collegato proprio al nucleo insediativo che ruota intorno all'edificio B.

Forse alle attività di gestione di quest'area funeraria, o comunque ad attività di preparazione di materiali da costruzione, può essere connessa anche la presenza di una fossa per lo spegnimento della calce (attività 78), in seguito anch'essa riempita di rifiuti (attività 77).

INSERIRE CROLLI COPERTURE

TERREMOTO VIII SECOLO

NB: a questo periodo appartiente att. 44 da cui viene il sigillo INV 7697 (da US 0218).


Temi da sviluppare.


1. Quando, ovvero quanto dura la fase per cui noi non abbiamo indicatori cronologici.

2. Natura dell'insediamento: un piccolo villaggio ai margini del monastero del Pretorio?

3. Fine di una strada

4. Le aree sepolcrali

5. Su che cosa crollano le coperture: brusca cesura o abbandono?

6. Le fontane come poli di aggregazione urbana.


Al periodo 5b si assegnano le ultime attivà umane nell'area e quindi:


Indice

Ultima spoliazione dell'edificio C e costruzione di un muro contenente spolia Attività 90

Vita tarda dell'edificio B Attività 74

Ultime frequentazioni dell'area a Nord della strada Attività 99

Crollo delle coperture dell'edificio B Attività 82

Ultima fase di utilizzo della "strada" Attività 44 (= 52)

Ultime frequentazioni nell'area a Sud della strada Attività 17 (=49)

Allestimento di un'area cimiteriale Attività 10 ( 77 =78)

Elementi di datazione

Il terminus post-quem per la fine del periodo (crollo delle coperture dell'edificio B) è al momento rappresentato da un piatto di Glazed White Ware I sostanzialmente ricostruibile da alcuni grandi frammenti rinvenuti subito al di sotto del crollo delle tettoie del cortile 27. La posizione di rinvenimento autorizza quindi a pensare che il piatto fosse riutilizzato in quell'area con funzione diversa dall'originaria e quindi suggerisce una datazione del crollo teoricamente non necessariamente vicina a quella iniziale di produzione di quella classe di manufatti ceramici. Dato che tale produzione inizia alla fine del VII o più probabilmente già agli inizi dell'VIII secolo, sembrerebbe ragionevole datare il crollo a partire dai decenni iniziali dell'VIII secolo per spingersi in avanti per un tempo imprecisabile.

A questa cronologia, che spazia dunque indicativamente dalla metà del VII secolo alla metà dell'VIII - e forse anche oltre - possono ben adattarsi anche le anfore presenti al momento del crollo nell'ambiente 20 ******.

Qui discorso sul terremoto dell'VIII secolo????



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