Periodo 5a

Da GQBWiki.

Al periodo 5a assegniamo le attività relative alla trasformazione del quartiere (o forse in questa fase sarebbe meglio dire complesso residenziale...?) che si era definito nel periodo precedente con la costruzione dell'edificio B.

Nell'area a Nord della strada, l'edificio B subisce alcune modifiche strutturali che denunciano un cambiamento molto significativo delle funzioni e, più in generale, del suo contesto socio-economico.

In primo luogo si assiste a un riassetto del sistema di copertura di alcuni vani (attività 97).

Il cortile pavimentato a lastre (ambiente 27) viene parzialmente coperto con un piccolo portico quadrangolare poggiante su quattro pilastri, che lascia al centro uno spazio aperto che poteva continuare a funzionare come una sorta di impluvium ancora collegato alla canalizzazione presente nell'ambiente 18.

Anche il vano d'ingresso (ambiente 19) viene coperto, in tutto o in parte: al momento dello scavo sono stati rinvenuti resti di un tetto in posizione di crollo nella parte settentrionale dell'ambiente e nell'angolo Sud-Ovest dell'adiacente cortile ambiente 18 (che non fu mai coperto) si conservano in resti di un discendente che doveva convogliare nella grande canalizzazione anche le acque provenienti da un tetto posto nelle immediate vicinanze, quindi per l'appunto nell'ambiente 19.

La copertura almeno parziale di quest'ultimo ambiente potrebbe inoltre aver avuto anche la funzione di sostenere una grondaia necessaria a portare verso il discendente e la canalizzazione dell'ambiente 18 le acque piovane raccolte dal tetto dell'ambiente 20.

Nel suo insieme, quindi, la trasformazione del sistema delle coperture dei vani dell'edificio B sembra configurarsi come un intervento relativamente complesso, finalizzato a migliorare il recupero delle acque piovane, accreditando ulteriormente l'ipotesi di una loro raccolta e conservazione in relazione con il progressivo venir meno del sistema organizzato di distribuzione idrica urbana.

Connessi a questa volontà di recupero sistematico delle acque meteoriche appaiono anche alcuni interventi di minore portata (attività 100), che portano alla realizzazione, anche in più fasi successive, di una rete di canalette tanto nel cortile ambiente 18 quanto nell'area della strada. Le canalette del cortile confluiscono in una vaschetta di decantazione che è a sua volta collegata alla canalizzazione principale di raccolta, direttamente a quest'ultima è collegata anche la canaletta che attraversa la strada e che proviene da un vano posto al di là (ambiente 17), scavato solo parzialmente.

Ancora alla gestione delle acque meteoriche rimanda infine la presenza di un'ennesima canaletta nella grande area scoperta (ambiente 22) posta ad Ovest dell'edificio 2, probabilmente con funzioni di giardino.

La presenza di questa rete di canalette che confluiscono - tranne quella appena citata dell'ambiente 22 - tutte verso il collettore posto lungo la strada, sembra costituire un indizio prezioso anche per quel che riguarda la definizione delle proprietà in questa fase: in particolare una canaletta che proviene dall'ambiente 17 consente di riconnettere a livello di diritto di raccolta ed uso dell'acqua piovana, e quindi presumibilmente di proprietà, gli edifici a destinazione abitativa e artigianale posti a Sud della strada con il grande edificio B posto invece a Nord di questa.

RIFLETTERE SULLA POSSIBILITÀ CHE QUESTA CANALETTA SERVISSE A PORTARE UN PO' DELL'ACQUA DELLA CISTERNA 4

La trasformazione che si coglie nell'insieme di edifici posti a Sud della strada sembra in qualche modo confermare questa ipotesi.

A seguito dell'evento distruttivo che aveva determinato la fine della casa 1 (cfr. periodo 4, attività 36) e una parziale demolizione di almeno un vano della casa 2 (E CHE A QUESTO PUNTO POTREBBE BENISSIMO ESSERE QUELLO CHE DETERMINA ANCHE LA RIORGANIZZAZIONE DELLE COPERTURE DEL GRANDE EDIFICIO...), gli spazi di vita e di attività in quest'area vengono riorganizzati.

Nell'area della vecchia casa 2 viene allestita una nuova unità (casa 4; attività 12), esito di una serie di modifiche strutturali e funzionali tutto sommato limitate.

Anche nell'area della vecchia casa 1 viene allestita una nuova unità, questa volta però con modifiche decisamente sostanziali. Il cortile della vecchia casa 1 e il vano immediatamente adiacente verso Est, quelli probabilmente più compromessi dall'evento distruttivo, perdono la loro connessione con la nuova casa e si trasformano in uno spazio aperto , cui si accede dalla strada sempre attraverso la porta creata nella fase precedente, la cui soglia viene obliterata, nel corso del tempo, da uno strato di terra in pendenza, forse allo scopo di consentire un più agevole accesso agli animali (attività 9).

La chiusura della porta di comunicazione tra l'antico ambiente 4 e il contiguo ambiente 6 determina l'isolamento di quest'ultimo, che va a costituire una unità abitativa autonoma (casa 3; attività 61), cui si accede in questa fase da una porta aperta sul muro sud, dove una porzione del cortile dell'edificio di età giustinianea (edificio A) viene riallestita con un piano pavimentato (attività 64).

La nuova casa 3 si presenta ora come un unico vano, privo di suddivisioni interne stabili, il cui elemento strutturale più rilevante è costituito dalla presenza di un soppalco ligneo, i cui resti sono stati rinvenuti in posizione di crollo, probabilmente destinato al riposo notturno degli abitanti, secondo una tradizione di lunghissima durata nelle tipologie abitative rurali e di villaggio cretesi, che è ben documentata già in epoca arcaica e si è conservata, con pochissime varianti, praticamente fino alla metà del secolo scorso.

Ancora più a Est, le strutture che ospitavano in precedenza la casa 5 sembrano in questa fase perdere la loro destinazione abitativa: il vano settentrionale (ambiente 14) potrebbe essersi trasformato in una stalla (attività 62) coperta con materiali deperibili (è uno dei pochissimi vani con perimetro murario interamente conservato in cui non si sia trovato il crollo del tetto in fase di scavo), mentre il vano 16 sembra essere divenuto in questa fase uno spazio di attività collegato alla casa 3 (attività 76).

La ridefinizione strutturale di questa porzione del nostro "quartiere" sembra quindi confermare ancora una volta il profondo cambiamento socio-economico in atto in questa fase e la stessa immagine è rimandata dalle tracce delle attività che si susseguono nei nuovi spazi, che appaiono ormai stabilmente destinati a piccole attività artigianali e/o legate all'allevamento degli animali.

La vita che continuava a svolgersi nella casa 4 ha lasciato traccia di sé in una serie di modifiche strutturali di modesta entità e nell'accumularsi, nel cortile, di sottili strati di terra e ciottoli che determinano una crescita costante dei piani di calpestio e nella creazione di un piccolo vano (ambiente 8) forse una piccola stalla (attività 14, attività15). Di rilievo in quest'area la presenza di numerose monete con una data di coniazione che spazia tra il secondo decennio e la metà del VII secolo (RIFLETTERE sulla grande quantità di monete nell'area a Sud della strada rispetto alle attività che sembrano svolgersi in questi spazi).

Nella casa 3 quest'ultima fase di vita (attività 63) è segnata dall'utilizzo di utilizzo di un focolare e dalla presenza di un pythos la cui funzione rimane incerta giacché appartiene a una tipologia provvista di un foro sul fondo (APPROFONDIRE LA QUESTIONE E RICORDARE I PYHOI FORATI DI ALLEGRO). (ORA SI SPIEGA ANCHE LA PRESENZA DI UN MEZZO PIATTO DI H105 NELLA CENERE DEL FOCOLARE...). La presenza subito sotto il crollo di un accumulo di ossa animali (E' FINALMENTE IL MOMENTO DI LEGGERE LA RELAZIONE DI JACOPO DE GROSSI) potrebbe indicare un uso del vano, forse solo nella sua ultimissima fase, come luogo di macellazione.

Nell'area dell'ex casa 5, nell'ambiente 14, ora trasformato probabilmente in stalla, vengono scaricati rifiuti, mentre nell'adiacente area scoperta (ambiente 16) una serie di tracce sembrano rimandare anche in questo caso all'allevamento di animali, forse da cortile (attività 76).

Nello spazio rimasto scoperto tra le case 3 e 4 si registra invece un rialzamento sensibile dei piani di calpestio, con l'accumulo di strati di terra e forse anche di scarichi di materiali edilizi di risulta (attività 9). Lo spazio appare comunque oggetto di una intensa frequentazione (scavo di fosse, costruzione di tettoie, molte monete) e potrebbe costituire in questa fase un'area di passaggio dalla zona della strada (ormai definitivamente in una sorta di cortile stretto e allungato tra le pertinenze dell'edificio B) e l'area aperta posta a Sud delle case 3 e 4, quella coincidente con il cortile dell'edificio A di epoca giustinianea, che registra in questa fase un nuovo tipo di utilizzo.

La trasformazione nel tessuto degli spazi di vita e di lavoro interessa ovviamente anche l'area della strada e la zona prospiciente l'area del Pythion. La strada, ora divenuta un percorso di servizio all'interno di una proprietà che appare unitaria, vede una sequenza di piccoli rialzamenti del piano di calpestio, determinati dalla deposizione di strati di terra e materiali diversi (attività39).

Nella parte occidentale, in prossimita dei ruderi, ormai completamente inglobati in superfetazioni dell'antico edificio C, in quello che si configura ora come un cortile, trovano posto piccole attività artigianali, testimoniate da un piccolo forno circolare, da un bancone e da alcuni strati di terra (attività 93).

Ancora più a Ovest, al di là dei ruderi dell'edificio C, continuano a depositarsi scarichi incoerenti di materiali e rifiuti (attività 91), confermando l'immagine di una marginalità di quest'area rispetto al nucleo abitativo posto più a Est.

Viste nel loro insieme, le tracce archeologiche riferibili al periodo 5a sembrano riferirsi a un panorama complesso, in cui coesistono indicatori archeologici assai diversi: poveri o poverissimi edifici a Sud della strada, nei cui piani di calpestio si ritrovano però una grande quantità di monete, mentre sul versante opposto continua a vivere un edificio di migliore qualità, che fino alla fine della sua esistenza apparirà caratterizzato da consumi che sembrano caratterizzare un ceto sociale comunque elevato.

L'immagine complessiva è dunque quella di un nucleo insediativo che ruota intorno a una residenza di qualità, in cui sembra ancora vivere un esponente di un gruppo sociale comunque elevato, ma che è già profondamente trasformata, almeno al suo piano terreno, con ambienti coperti e spazi aperti che ospitano già - od ospiteranno di lì a poco (cfr. periodo 5b) - attività artigianali e di allevamento di animali. La vecchia strada, ora trasformata in un percorso interno a questa sorta di "insula", nel senso che il termine assume nel Medioevo occidentale, funge da spazio di distribuzione e connette il nucleo principale alle sue dipendenze, dove non è difficile immaginare la vita di uomini - al tempo stesso contadini, artigiani e pastori - al servizio di colui che abitava l'edificio centrale.

E' difficile indicare un punto di cesura nettamente definito per la fine di questa fase all'interno di un periodo complesso, anche dal punto di vista cronologico, come quello che stiamo descrivendo. Un indicatore che sembra al momento significativo è rappresentato dal fatto che i crolli delle coperture rinvenuti in situ negli edifici a Sud della strada (attività 21) si verificano tutti indistintamente in un momento in cui gli edifici stessi appaiono abbandonati e sostanzialmente spogliati degli arredi eventualmente riutilizzabili.

L'immagine è dunque quella di un crollo non esito di un terretomoto o di un evento catastrofico comunque puntiforme - che avrebbe sigillato tracce di vita "in atto", come avverrà in seguito nell'edificio B (cfr. periodo 5b) - ma di un abbandono deliberato, cui fa seguito un crollo, probabilmente progressivo, legato alla fatiscenza delle strutture.

RICORDARE FONTE CITATA A MEMORIA DA BETTA: il vescovo, forse di Cizico?, nel X secolo dichiara di costruirsi una cisterna domestica perché è "stufo di mandare il suo asino alla fontana"..... la cisterna del vescovo di Cizico


Indice

Temi da sviluppare

  1. Potrebbe trattarsi di un evento di grandi dimensioni (un terremoto che interessa tutta l'area urbana) o anche di qualcosa di più limitato (un incendio che interessa solo questo isolato o una porzione più ampia del quartiere - in questa direzione andrebbe la presenza di un consistente livello di ceneri in prossimità del Pythion, visto quest'anno con Stratis).
  2. Abbassamento del livello socio economico del quartiere
  3. Trasformazioni sul fronte N della strada
  4. Dalla strada ad un percorso interno?
  5. Qualità dei rifiuti
  6. Una città a isole? Ricordiamoci dell'iscrizione con dedica a Agios Nikolaos "proteggi questo villaggio e tutti i villaggi" ( cfr. Bandy 24 = IC IV 471)
  7. Che cosa sono davvero i focolari? forni domestici o per la cottura di ceramica (frr. di anfora vetrificata da Attività 12)
  8. Che cosa ci fanno le monete di Eracleona nei piani pavimentali di questo periodo?


A questo periodo assegnamo le seguenti attività:

  • Nuove ruberie nell'edificio C Attività 89
  • Accumuli di terra e rifiuti a lato della strada Attività 91
  • Copertura dell'ambiente 19 e trasformazione del sistema di raccolta dell'acqua piovanaAttività 98
  • Costruzione di un portico nell'ambiente 27 Attività 97
  • Costruzione di un sistema di canalizzazioni superficiali collegate all'edificio B Attività 100
  • Allestimento di un nuovo livello stradale (amb. 10) Attività 39
  • Attività produttive all'angolo della strada Attività 93
  • Allestimento e vita della casa 4 Attività 12 (= 13 = 40 = 14 = 15 = 43 = 47)
  • Allestimento e vita della Casa 3 Attività 61 (= 63 = 64 = 76)
  • Allestimento di una stalla in relazione con l'edificio B Attività 62
  • Vita dello spazio libero tra le Case 3 e 4 Attività 9( = 18 = 19 = 45)
  • Crollo delle coperture delle Case a Sud della strada Attività 21



Elementi di datazione

A questo limite finale comunque "aperto" debbono di conseguenza essere agganciati anche gli altri elementi di datazione presenti nelle fasi di vita.

Molte monete sono riferibili agli anni di regno di Costante II e quindi la vita del nostro complesso deve essere collocata a partire dalla metà del VII secolo, anche in questo caso con la possibilità di una datazione anche sensibilmente più attardata, stanti le ormai note dinamiche di coniazione, circolazione e ricircolazione anche per lunghi periodi delle monete bizantine di quest'epoca.

In ogni caso, la moneta più recente fin qui riconosciuta nelle stratificazioni pertinenti a questa fase è un follis di Costantino IV (668-673) (INV 8045) rinvenuta sotto i crolli delle coperture del vano ambiente 16.

In questo quadro cronologico così attardato bisognerà infine riflettere sulla presenza di frammenti di dimensioni anche significative - e quindi difficilmente classificabili come residuali - di sigillata africana D (forme H 104; H 105; H 109).


Slides

GIS delle monete

Storia di un piatto

La ceramica fine e i poveri...

Le canalette guizzanti


Città

Le necropoli

L'ultimo curiale del Mediterraneo (Eulampio, e magari anche il suo sarcofago)

I monasteri o quel che sono

L'acropoli

Mondo

L'immagine di CP nelle Parastaseis

Rivedere il libro di Magdalino

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