Periodo 4

Da GQBWiki.

Al periodo 4 assegniamo numerose attività, di varia natura e scala dimensionale, che contribuiscono a cambiare in maniera molto significativa il tessuto urbano in questa porzione della città.

Nell'area prospiciente il Pythion, all'interno dei ruderi dell'antico edificio C ormai da tempo trasformato in una discarica, viene costruito un muro trasversale, con andamento N-S, che taglia a metà il rudere e crea probabilmente uno spazio per attività artigianali.

Nella zona a Sud della strada, il grande corpo di fabbrica costruito nella fase precedente (edificio A), forse danneggiato da un nuovo evento sismico, subisce una profonda trasformazione: attraverso interventi minori (tamponatura delle porte verso il cortile retrostante e di alcuni passaggi di comunicazione tra i vani originari, apertura di nuove porte sulla fronte prospiciente la strada) l'edificio viene frazionato in tre unità distinte (casa 1; casa 2; casa 5). La casa 1 viene ricavata all'interno degli ambienti 3, 4 e 6 del grande edificio. Nel dettaglio, ci pare di vedere queste tracce della trasformazione: crolla e viene ricostruito l'angolo SW dell'Ambiente 3 (US 0458). A seguito del probabile crollo dei tetti, vengono asportati i pavimenti degli ambienti 3 e 4 (US 0459). Viene scavata anche una grande fossa di scarico nell'amb. 3 (US 0290), che abbiamo trovato riempita (US 0275) con materiali di s.m VI - VII secolo. Viene tamponata la porta di comunicazione tra Ambiente 3 e Ambiente 5 (da ora in poi il cortile è isolato).

A questo punto, alla casa bottega ricavata negli ambienti 3-6 si accede solo attraverso la nuova porta ricavata nel muro N dell'ambiente 4, dove viene allestita la scala fatta con due grossi blocchi di reimpiego. Nell'Ambiente 6 vengono costruiti i due muretti trasversali e viene tamponata l'apertura verso l'Ambiente 14. Probabilmente è in questa fase che viene tamponata anche l'apertura sud dell'ambiente 14, che rimane aperto solo verso la strada e che può quindi essere divenuto una stalla o un magazzino (anche qui non c'è più il pavimento).

La casa 2 riutilizza solo - per quello che adesso vediamo - l'ambiente 12 del grande edificio, e viene invece quasi integralmente costruita ex-novo a spese della strada. In questa fase viene infatti costruito il muro US 0003 che invade la sede stradale e all'interno del quale viene ribassato il piano di calpestio. La tamponatura della porta sud dell'antico ambiente 3 segna la separazione tra le due unità.

La nuova casa ha una articolazione interna - determinata dalla costruzione del muro US 0013, in tecnica molto povera - che ancora non riusciamo però ancora a comprendere: ci devono essere spazi coperti e spazi scoperti, ma non è facile identificarli. Molto probabilmente uno scoperto deve essere riconosciuto nell'ambiente 2, dove trovano posto un forno e un focolare; più complicato è capire se sia coperto o meno l'ambiente 1: il ribassamento del piano di calpestio antico deporrebbe per un coperto (cui si potrebbe associare l'interpretazione come base di scala del bancone nell'ambiente 3), mentre le tracce di attività artigianali potrebbero suggerire invece uno scoperto.

Una casa più piccola, casa 5, si sviluppa infine in corrispondenza degli ambienti 14 e 16 del vecchio edificio e sembra l'unica a continuare ad avere una comunicazione con il cortile originario.

Di tutt'altra natura e scala è invece la trasformazione dello spazio a Nord della strada. Qui, sulla rasatura degli edifici costruiti in più riprese nelle fasi precedenti e apparentemente abbandonati già da molto tempo, si sovrappone un nuovo grande complesso edilizio unitario (edificio B), che sembra svilupparsi anche ben oltre i limiti della nostra area di scavo. L'edificio prospetta sul lato nord della strada, il cui tracciato originario viene probabilmente ristretto da questo intervento, con una fronte unitaria di tre grandi vani, il centrale dei quali (ambiente 19) funge da punto di accesso attraverso una grande porta dotata di una soglia realizzata attraverso il reimpiego di due grandi lastre antiche, del tutto simili a quelle utilizzate per la pavimentazione dell'area esterna del Pythion.

L'ampio vano di ingresso, pavimentato con lastre di calcare di reimpiego, dà a sua volta accesso, sulla sua fronte nord, ad un ampio cortile, anch'esso pavimentato a lastre, posto ad una quota più alta del pavimento di ingresso e raggiungibile in origine con uno o due gradini, oggi perduti. Sul lato Ovest, il vano d'ingresso dà inoltre accesso ad una serie di due ampi ambienti, non pavimentati, il primo (ambiente 20) grosso modo quadrato e il secondo (ambiente 26) di forma trapezoidale, che sembrano costituire ambienti di servizio di una residenza che si sviluppava al piano superiore. Sul lato opposto, Est, rispetto al vano d'ingresso si colloca invece un cortile scoperto (ambiente 18), cui si doveva accedere dal cortile pavimentato a lastre (ambiente 27), il cui carattere più saliente in questa fase è la presenza di una canaletta di dimensioni significative, che corre a ridosso del muro che separa il cortile dal vano d'ingresso e che sembra mettere in comunicazione il piano pavimentato del cortile ambiente 27 con un sistema di canalizzazioni che viene creato in questa fase sulla strada.

L'insieme sembra dunque qualificarsi come un sistema di raccolta dell'acqua piovana che displuviava dai tetti degli ambienti circostanti sul pavimento dell'ambiente 27, anche se non è possibile al momento stabilire se quest'acqua fosse destinata allo smaltimento o a qualche forma di conservazione: quest'ultima ipotesi sembra al momento la più plausibile, anche in considerazione del fatto che il sistema di raccolta dell'acqua costituisce fin qui un unicum nel panorama gortinio e sembra qualificarsi come un intervento costruttivo relativamente complesso, che si spiegherebbe male con la sola necessità di smaltire le acque piovane. Una ulteriore conferma in questo senso sembra venire dalla presenza, nell'angolo Sud-Ovest del cortile ambiente 16 di un apprestamento secondario, destinato a convogliare nella stessa conduttura anche le acque provenienti da un tetto che, presumibilmente in una fase secondaria, era stato costruito al di sopra del vano di ingresso ambiente 19.

Ancora tutto da indagare rimane lo sviluppo di questo complesso edilizio verso Nord, dove i primi scavi fin qui condotti sembrerebbero indicare la presenza di ulteriori corpi di fabbrica, che si porrebbero dunque a ridosso della grande strada che correva a Nord del complesso del Pretorio e che costituiva probabilmente il principale asse di attraversamento della città fin dall'epoca romana. I primi resti di corpi di fabbrica individuati in questa zona, in prossimità del limite dello scavo, presentano un orientamento del tutto diverso dal resto dei vani fin qui descritti e invece ben compatibile proprio con l'orientamento della grande arteria cittadina.

Ai due limiti estremi, verso Est e verso Ovest del complesso fin qui descritto si aprivano, a ridosso della strada tardoantica che attraversa il nostro quartiere rispettivamente due vani pavimentati e presumibilmente scoperti (ambiente 14 e ambiente 25) e un grande spazio aperto, di forma irregolare, probabilmente un giardino vista l'assenza di qualsiasi traccia di murature relative a questa fase.

Nel suo insieme, quindi, l'edificio B si qualifica come un intervento costruttivo di grande rilievo, che va ad occupare un'area in precedenza debolmente o per nulla strutturata e che potrebbe avere un prospetto principale sulla prosecuzione della strada che corre a Nord del Pretorio e un prospetto secondario di servizio sulla strada tardoantica che, a partire dal V secolo, attraversava il quartiere oggetto della nostra indagine.

La strada stessa sembra in questa fase oggetto di una ridefinizione non solo del suo tracciato e della sua ampiezza, ma, si direbbe, anche del suo status complessivo. L'immagine che se ne ha in questa fase è infatti quella di un ramo di viabilità secondaria, destinato di fatto solo al servizio del nuovo edificio, che potrebbe aver a sua volta funzionato da polo di attrazione in grado di determinare il rovesciamento dell'asse anche degli edifici a Sud della strada.

Indizi ulteriori in questo senso possono essere:

  1. la costruzione della già citata canalizzazione collegata all'impianto di raccolta dell'acqua dell'edificio B;
  2. una seconda canalizzazione, che corre anch'essa lungo la strada, ma in direzione Ovest, realizzata in materiali misti (tubuli di reimpiego, anfore ecc.), che sembra derivare anch'essa dall'area di raccolta dell'edificio B e destinata a portare l'acqua nell'area antistante l'antico tempio del Pythion (POTESSE ESSERE COLLEGATA A QUELLA CITATA DA FH NEL PYTHION?)
  3. L'occupazione di una parte sostanziale della sede stradale da parte del cortile della casa 2, che si spinge quasi a ridosso dei ruderi dell'edificio C.

A completamento delle attività legate a questo periodo (e in qualche modo a conferma della ipotesi del cambiamento di status della strada...) il piano di calpestio della strada viene ulteriormente rialzato, coprendo il tracciato della canalizzazione in anfore e tubuli, portandolo alla quota d'uso dell'altra canalizzazione - che nella sede stradale è coperta da lastre di calcare - della soglia d'ingresso dell'edificio B e delle nuove soglie, realizzate con grandi blocchi di reimpiego, che servono le nuove aperture verso la strada delle case ricavate nelle strutture dell'antico edificio A.


Temi da sviluppare:

1. Frazionamento degli spazi unitari in unità più piccole

2. Invasione della strada

3. Che cosa determina il cambiamento????

4.

5. Funzione delle nuove unità (più che generiche botteghe penseremmo ora a laboratori)

6. La strada serpeggiante

7.

8.

9. Cambiamento del panorama socio-economico del quartiere (ora la faccenda si fa più complicata...)

11.Limiti, forma e funzione dell'edificio a N della strada

12. Anche nelle case bizantine scavate da Di Vita si assiste a un certo momento ad un rovesciamento degli assi. Può esserci una relazione con quanto avviene qui?


A questo periodo si assegnano dunque le seguenti attività:

Indice

Costruzione della casa 1 Attività 3

Allestimento della casa 5 Attività 75

Costruzione della casa 2 Attività 7 ex 7=8=11=37

Attività artigianali nella casa 1 Attività 4

Attività artigianali nel cortile della casa 2 Attività 41 (= 16)

Costruzione di una conduttura idrica in anfore sotto la strada Attività 59

Creazione di un nuovo livello stradale Attività 51

Costruzione dell'edificio B Attività 72

Costruzione di un sistema idrico collegato all'edificio B Attività 73

Costruzione di un muro all'interno dell'edificio C Attività 86

Scarichi di materiali fuori dall'edificio C Attività 87

Distruzione della casa 1 Attività 36

Elementi di datazione

Base di tutto è ovviamente la strada: questo livello (att. 51) si data, sulla base dei cocci contenuti nella fossa di costruzione della conduttura di anfore (US 0370), a partire dalla fine del VI-in. del VII (datazione concorde di Saguì e Bonifay). In relazione funzionale e fisica con questo livello stradale stanno le soglie di accesso all'edificio B e alle case-laboratori a Sud della strada.

L'unica moneta dalla strada non aiuta molto: si tratta di un AE4 di Arcadio (383-408), poco significativa a meno che non vi si voglia vedere un esempio del fenomeno di ricircolazione tardiva di monete di IV secolo nel VII (ma sono preferibilmente monete di conio più grande).

Nelle case a Sud della strada abbiamo:

  • in casa 1, il riempimento della fossa ambiente 3 US 0275 contiene vari materiali di fine VI - in. VII;
  • sempre nella casa 1, l'incendio che ne sancisce la distruzione sembra poter essere datato a partire dagli inizi del VII dalla presenza di una moneta di Foca (INV 7757), associato con un AE3 di Costanzo II (355-361) (INV 7695).
  • in casa 2,una delle trasformazioni funzionali del cortile è datata da un follis di Eraclio (INV 7690, databile al 615-16

Slides

Città

Le acclamazioni della strada Nord del Pretorio

La fase eracliana evidenziata da Di Vita (a torto o a ragione) un po' in tutta la città

Qui forse la discussione, o almeno la ripresa, della ipotesi di un terremoto nel 618-620

Mondo

La grande crisi della fine del VI - in. del VII secolo e la "ripresa" di Eraclio

Nuovi ceti dirigenti in città e nuovi ruoli dei vecchi ceti dirigenti (vescovi)

Periodi: Periodo 0 | Periodo 1a | Periodo 1b | Periodo 2a | Periodo 2b | Periodo 3 | Periodo 4 | Periodo 5a | Periodo 5b

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