Periodo 1a

Da GQBWiki.

Nel periodo 1a riuniamo le attività che attribuiamo all'epoca imperiale, tra la metà del I secolo e il III secolo d.C.

I due limiti cronologici sono determinati, in alto, dalla quella che è convenzionalmente assunta come data dei principali interventi urbanistici di epoca romana (nell'area a noi più prossima, assumiamo a indicatori principali la data di costruzione del teatro e quella, teoricamente contemporanea, ma comunque discussa, della ristrutturazione del tempio). Quest'ultima data dovrebbe teoricamente essere quella più probabile per la costruzione dell'edificio C nella nostra area. Il limite basso è invece determinato dalla cronologia dell'ultimo uso cultuale dello stesso edificio C, che può essere stabilita sulla base dei reperti rinvenuti in situ (le decine di lucerne di una tipologia il cui ambito di produzione e uso in area cretese è comunque discussa).

Biblio di riferimento per questo punto: Bonetto per teatro; Ricciardi/Di Vita per tempio; Gortina V e biblio relativa per le lucerne.

Nella nostra area cogliamo solo i riflessi della grande trasformazione urbana in atto a Gortina in quest'epoca.

Biblio di riferimento: Allegro, Di Vita, Lippolis???

L'elemento più rilevante è rappresentato certamente dalla costruzione dell'Edificio C (attività 80), un piccolo monumento, di cui rimangono incerte la definizione morfologica - si è conservato solo il basamento - e la destinazione funzionale, ma che appare comunque strettamente collegato con la ristrutturazione del Pythion in età romana.

Descrivere rapidamente l'edificio, oppure, meglio, inserire un box.

La presenza dell'edificio C certifica che almeno la parte occidentale della nostra area continua ad essere funzionalmente collegata al complesso santuariale, che in questa fase vede contemporaneamente una riduzione della sua estensione topografica rispetto allafase ellenistica (vedere che cosa dice Lippolis in proposito) e una sua nuova monumentalizzazione, con la ricostruzione della cella, l'edificazione del teatro annesso e la costruzione, appunto, del nostro piccolo edificio (rivedere ovviamente Ricciardi).

La porzione sudorientale della nostra area sembra invece essere in più diretta relazione con il complesso del ginnasio-terme-stadio, di cui riprende gli allineamenti, divergenti da quelli del Pythion. Ne rimane una traccia, difficilmente interpretabile se non nelle linee più generali, nella costruzione di un reticolo di muri (attività 28) (conservati solo a livello delle fondazioni e in parte visibili solo all'interno di alcuni dei sondaggi di FH) caratterizzati da una tecnica apparentemente assimilabile a quella dei restauri di quest'epoca nel Pythion.

Ancora a questa fase dovrebbero risalire anche alcuni tratti di canalizzazioni idriche: una, probabilmente pertinente al sistema di distribuzione primaria dell'acqua in città, consistente in due linee di tubuli di terracotta riportati alla luce in una delle fosse di FH (attività 54); la seconda, forse pertinente a una distribuzione secondaria all'interno degli edifici appena descritti (attività 69), di cui rimane solo una canalizzazione in mattoni, probabilmente destinata a ospitare una fistula plumbea (citare i passi di FH relativi alle canalizzazioni in terracotta e piombo individuate al momento dello scavo delle fosse HALBHERR 1905).

Che l'assetto topografico dell'area in quest'epoca sia tutt'altro che risolto è confermato dalla presenza, nella parte centrale dell'area di scavo, di un lungo setto murario (visibile per oltre 5.50 m.) che corre in direzione Est-Ovest (attività 95), seguendo un allineamento del tutto diverso dagli orientamenti fin qui discussi e che sembra invece segnare quello che diverrà in seguito l'orientamento della strada tardoantica. Allo stato dello scavo non appare ancora possibile fornire una spiegazione in qualche modo convincente di questo muro, che poniamo in questa fase sulla base della sua tecnica edilizia e della sua posizione nella macrosequenza stratigrafica in cui è inserito.

L'insieme di queste osservazioni induce a pensare che nella parte centrale della nostra area di scavo si trovasse un'area scoperta, di forma non determinabile con esattezza [1] ma che possiamo immaginare come una linea di discontinuità nel punto di contatto tra i due orientamenti. Quest'area era probabilmente pavimentata con un rudus in ciottoli, che è tornato alla luce in diversi punti dello scavo, in tre casi all'interno delle fosse di FH (quota m. 155.90 ca.), che poteva a sua volta costituire anche un piano di posa per le lastre di una pavimentazione dell'area esterna del rinnovato santuario (attività 80). Di questa ipotetica pavimentazione potrebbe rimanere traccia in due lastre di calcare (quota 156.14), una conservata immediatamente a Ovest dell'edificio C e l'altra visibile in sezione in una delle fosse FH (quota 156.13).

L'esistenza di una pavimentazione unitaria a Est del complesso santuariale in quest'epoca appare tuttavia contraddetta dalla circostanza che nella fossa FH scavata immediatamente a Nord dell'edificio C non compare in sezione alcuna traccia né di piani di posa compatti né tantomeno di un lastricato. L'impossibilità di approfondire e ampliare l'indagine stratigrafica in quest'area impedisce però di trovare una soluzione convincente a questa apparente contraddizione.

Le attività più recenti che assegniamo a questo periodo si concentrano all'interno dell'edificio C. Si tratta in particolare di una sua possibile parziale ristrutturazione con la creazione di un nuovo pavimento (attività 83) e, soprattutto, del suo uso cultuale, testimoniato dai reperti rinvenuti al suo interno in posizione di abbandono (attività 81. Si tratta di numerose lucerne (conservatesi per lo più intatte, grazie alla successiva destinazione a stalla dell'edificio, con conseguente probabile stesura di uno strato di paglia che può aver protetto i materiali di questa fase), di alcuni contenitori fittili (un collo d'anfora e una brocchetta privata del fondo), che sono stati rinvenuti nella loro posizione originaria di tubuli per offerte/libagioni, e di alcuni piccoli accumuli di ossa carbonizzate frammiste a piccoli legni anch'essi carbonizzati.




Temi da sviluppare:

  1. Tentare una ricostruzione planimetrica per trovare una spiegazione al muro a Y



Al periodo 1a sono attribuite le seguenti attività:

Indice

Costruzione di strutture a Sud della strada (Attività 28)

Allestimento dell'area santuariale del Pythion (Attività 80)

Culti nell'edificio C (Attività 81)

Riallestimento dell'edificio C (Attività 83)

Costruzione di un muro a Nord-Est dell'edificio C (Attività 95)

Impianto di una canalizzazione idraulica di tubuli (Attività 54)

Costruzione di una canalizzazione in muratura (parte del sistema idrico romano di Gortina) (Attività 69)

Elementi di datazione

La cronologia iniziale (costruzione dell'edificio C) è essenzialmente in dipendenza della cronologia del restauro del Pythion.

La cronologia finale dipende invece dalla datazione - peraltro piuttosto ballerina a seconda degli autori, ma che dovrebbe essere collocata tra fine II e inizi III secolo - delle lucerne rinvenute in situ, che rappresentano evidentemente l'ultimo utilizzo cultuale dell'edificio

Slides

  • Piants di fase, con il Pythion, l'edificio C e i muri att. 28 e 95 (forse anche le condutture)
  • Ricostruzione dell'edificio C con confronti (da mettere nel box)
  • Ipotesi piazza Di Vita
  • Ricostruzione del tutto ipotetica dei volumi con indicazione dell'area di cesura???
  • Il culto nell'edificio C (foto dei reperti in situ, dei reperti nel loro insieme, delle lucerne in disposizione "tipologica", vignetta ricostruttiva ideale, anche da recuperare da altre pubblicazioni)


La città

Grande fase di impianto monumentale della città in pianura, con la costruzione dei grandi complessi edilizi (teatro, anfiteatro, terme della Megali porta ecc.) e la realizzazione delle infrastrutture (sistema viario e sistema idrico). Più vicino a noi i grandi cambiamenti a scala urbana si concentrano sul restauro estensivo del Pythion (con la costruzione del teatro annesso) e con la ridefinizione monumentale del complesso delle terme-ginnasio-stadio.

Il mondo

Mare nostrum

Note

  1. Il problema degli allineamenti divergenti tra il complesso del Pythion e quello del Pretorio è stato in passato analizzato da Antonino Di Vita, che proponeva di risolverlo ipotizzando l'esistenza di uno spazio aperto trapezoidale che avrebbe posto in connessione, anche visiva, il Pythion con l'area del Pretorio. Questa ipotesi non sembra al momento verificata, stante la presenza nella nostra area di resti di muri che si sviluppano fino a una quota superiore a quella della pavimentazione del Pythion.


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