Periodo 0

Da GQBWiki.

L'area prima dell'epoca romana

I primi interventi umani che riconosciamo con certezza nella nostra area sono relativi all'età romano-imperiale, indicativamente dalla metà del II secolo d.C., epoca della ristrutturazione del complesso santuariale del Pythion (cfr. Periodo 1a), mentre non abbiamo praticamente alcuna traccia della lunga fase di frequentazione precedente a quest'epoca, originata dalla presenza del tempio di età arcaica e poi presumibilmente intensificatasi a seguito dell'ampliamento e della riorganizzazione dell'intero complesso santuariale in età ellenistica.

L'assenza di testimonianze archeologiche relative a un così prolungato periodo di frequentazione può essere solo parzialmente spiegata con il fatto le quote più basse della stratificazione archeologica sono state raggiunte in pochi punti e praticamente solo all'interno dei sondaggi scavati da Federico Halbherr e in un solo limitato approfondimento stratigrafico nella parte più orientale della nostra area. Materiali di età arcaica, classica ed ellenistica non compaiono praticamente mai[1] neppure come reperti residui nella stratificazione fin qui indagata e quando ciò accade sembra essere sempre in relazione con movimenti di terra di epoca successiva che possono aver portato nella nostra area materiali originariamente depositati altrove.

L'unica spiegazione al momento possibile appare collegata con un possibile scortecciamento fino al vergine del terreno a Est del tempio operata in epoca romana, forse proprio per conferire una nuova visibilità al monumento all'interno del tessuto urbano in via di ridefinizione complessiva.

Il terreno vergine (attività 53) su cui si sviluppa la stratificazione archeologica della nostra area appare quindi identificabile, sotto il profilo geomorfologico, come un suolo rubefatto, estremamente compatto e reso particolarmente duro dalla fitta inclusione di ciottoli fluitati alternati a orizzonti argillici, che affiora, con uno spessore di 1-1,5 m., in ampi tratti del conoide generato dallo sbocco nella pianura della Messarà del Mitropolianòs, al di sopra del tetto delle ghiaie (Bondesan, Mozzi 2004), classificabile geologicamente come come un Episkeleti-Calcaric Cambisol (Chromic) nei termini della World Reference Base for Soil Resources 1. (Arnoldus-Huyzendveld 2005). Si tratta del terreno su cui è costruita tutta la parte della città che si sviluppa in pianura e che caratterizza anche la parte più prossima della chora, dove mantiene il suo colore rossastro ma diviene sensibilmente meno pietroso (Cutani-Chromic Luvisols (Skeletic), secondo la W.R.B.) e quindi lavorabile. La sua pedogenesi deve essere messa in relazione a un periodo (tardo-) Pleistocenico, secondo una interpretazione che assegna anche la deposizione della conoide principale e delle altre conoidi minori su cui si sviluppa il sito al Pleistocene.

Sulla base dell'attuale visibilità, l'andamento del terreno vergine nella nostra area appare sostanzialmente pianeggiante, a quote comprese tra i 155.00 e i 155.50 m. slm. Queste quote trovano un sostanziale riscontro con quelle del terreno vergine raggiunto in alcuni sondaggi stratigrafici nell'area dell'Agorà (Di Vita, Rizzo 2011, pp. 26-28; 30) e nell'area del Pretorio (cfr. Gortina V, pp. ******)



Altri dati al di fuori dello scavo:



Temi da sviluppare:


Al periodo 0 sono attribuite le seguenti attività:

Indice

Prima frequentazione del paleosuolo (Attività 53)

Elementi di datazione

Nessuno

Slides

  1. mappatura dello skurì (da fare, di fatto = pianta periodo 0)
  2. appunti di FH sui materiali trovati nei sondaggi


La città

Sviluppo dell'insediamento in epoca preromana (materiali da Allegro 2004 )

Il mondo

Note

  1. (cfr. appunto Halbherr 24-25 e 31 marzo 1905: "Tutti i cocci dello strato delle case romane che sono ordinariamente a qualche altezza dal vergine come pure quelli al di sotto ossia fra esse e il vergine sono di tardissima epoca; cocci romani e forse (sebbene non ne ho veduti di caratteristici) qualcuno ellenistico: niente di ellenico. Ciò stuona (?) un poco col fatto addotto dagli scrittori che il Pythion era nel centro (mesailalon) della città di Gortyna se ciò deve riferirsi alla buona epoca ellenica. Come mai nessuna traccia di resti classici in questo centro?")
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